Burlamacco la maschera più terapeutica

Lo rivela uno studio

Emerge che travestirsi in contesti festosi o ludici è un toccasana per la psiche e il buon umore. Non solo nei momenti canonici come può essere il Carnevale o Halloween, ma anche in periodi diversi dell’anno.

Indossare una maschera o un costume ha un effetto positivo sull’equilibrio psichico. Una festa in maschera aiuta a combattere il cattivo umore (66 per cento dei casi), facilita il dialogo di coppia (37% dei casi); contribuisce a essere più sinceri con se stessi e con gli altri nel 54 dei casi. Indossare una identità diversa fuori stagione è anche, secondo gli psicologi, un incentivo ad avere una vita più creativa nel 54 % dei casi. Mascherarsi inoltre incentiva uno spirito auto ironico nel 23 per cento dei casi. Mentre giocando con la propria identità spesso è possibile trovare la soluzione ai propri problemi come annota un intervistato su 4.

 

BURLAMACCO LA PIU’ TERAPEUTICA

Ma quali sono le maschere più terapeutiche? Al primo posto si colloca Burlamacco, classica e imperitura icona viareggina. Per lo studio “stimola il bambino che c’è in ognuno di noi e abbatte le barriere sociali e i muri comunicazionali”. Al secondo posto si piazza la maschera di Pulcinella giudicata “un simbolo positivo della solarità e della autoironia mediterranea”. Terzo posto per la sofisticata, creativa ed enigmatica maschera veneziana “adatta ai giochi sociali di ruolo e per alimentare incontri interessanti.” Quarta un classico della commedia dell’arte la raffinata maschera calabrese del Giangurgiolo per chi preferisce feste in costume più irriverenti e scanzonate. Intramontabile, la icona bergamasca di Arlecchino per chi ama prendersi e prendere in giro e preferisce la farsa scacciapensieri alle feste canoniche.