Massimo Breschi

Massimo Breschi

Massimo Breschi apprende i segreti della materia prima di Burlamacco frequentando dapprima l'hangar di Silvano Avanzini, poi quello di Carlo Bocco Vannucci. Seguendo il lavoro dei grandi maghi si forma in tutte le sfaccettature del complesso lavoro di carrista.

Il suo debutto in concorso risale al 1985 con la maschera isolata (categoria palestra di molti maghi) “Regis”. Sale alle mascherate in gruppo nel 1990 e dopo dieci anni di gavetta gareggia nei carri piccoli nel biennio 2000-2001. Vince consecutivamente e con il meccanismo promozione retrocessione, con l'aumento dei carri grandi, grazie ai nuovi spazi della Cittadella, accede di diritto in prima categoria. Un debutto fortunato, visto che con “Carnevale delle beffe, con la chimica a bizzeffe” è subito terzo. Le sue costruzioni si caratterizzano per le dimensioni e la festosità. Batte il record di maschere a bordo e in corteggio: seicento.

Nel 2011 si è classificato al secondo posto con il carro dedicato al presidente degli stati Uniti Barak Obama. L’inquilino della Casa Bianca, a figura intera, è stato rappresentato mentre avanza a passo lento tra la folla del corso mascherato. Come il presentatore di un inedito circo delle pulci Mister Obama sfida- va le sorti dell’economia mondiale, presentando uno spettacolo circense i cui artisti erano i leader di mezzo mondo. Ma Breschi ha affrontato in chiave allegoria anche temi difficili come la violenza sulle donne, la guerra senza confini, gli esperimenti sulla genetica. Ha vinto il Carnevale con il grande carro, dal forte impatto emotivo incentrato sul dramma della pedofilia. Con “Quello che non vorrei vedere”, costruzione ispirata da un quadro del pittore e decano dei carristi Arnaldo Galli, ha emozionato il pubblico e convinto la giuria.